venerdì 2 dicembre 2016

La nostra comunità ringrazia e saluta Suor Veronica


Questa sera la comunità del Seminario ha espresso il proprio ringraziamento a Suor Veronica della comunità delle piccole suore della presentazione di Maria in servizio nel nostro seminario, a motivo dell’annuncio del suo trasferimento verso la nuova comunità di Agrigento. Al termine della cena, i superiori e i seminaristi hanno dato a Suor Veronica, alla presenza di tue le altre suore, il saluto affettuoso, che è sempre un arrivederci. 

Il nostro grazie al Signore per il dono delle suore che ogni giorno arricchiscono con il loro servizio e con la gioia del loro carisma le giornate dei seminaristi e grazie a Suor Veronica per quanto ha operato con profonda dedizione e umiltà in questi mesi di servizio. 

Ad maiora e buon cammino!

Il seminario a Rosolini. Veglia vocazionale in preparazione all'Immacolata


Giorno 1 dicembre, la comunità del nostro Seminario si è unita in preghiera ad una veglia vocazionale nella comunità di parrocchie Chiesa Madre - SS.Crocifisso di Rosolini, inserita all'interno del programma dei festeggiamenti dedicati a Maria SS. Immacolata. A presiedere questo momento di preghiera è stato il rettore del Seminario, don Luigi Vizzini, che dopo l’esposizione del SS. Sacramento ha tenuto una riflessione sulla vocazione come dono per gli altri.

“Quanta tristezza quando l’uomo si chiude in se stesso, pensando al proprio tornaconto personale, al proprio progetto” dice don Luigi, prendendo spunto dall’ultima lettera apostolica scritta dal Santo Padre Francesco per la chiusura dell’anno giubilare, “Misericordia et misera”. Ha continuato dicendo che nella vocazione al sacerdozio, che è una vocazione per la comunità, non deve capitare questa chiusura interiore, piuttosto bisogna morire a se stessi perché Cristo possa salvarci; "questa esortazione del papa dovrebbe invitare ogni battezzato non a chiudersi ma ad aprirsi".

Continuando la sua riflessione citando Santa Teresa di Calcutta ci ha invitati ad essere una matita nelle mani di Dio perché Lui possa scrivere la nostra vita.
La vocazione non deve essere confusa solamente con il sacerdozio o con la vita consacrata; vocazione è anche la chiamata al matrimonio, noi siamo testimoni della gioia di essere chiamati, della gioia del seguire il Signore; ricordandoci che in questo cammino non siamo soli, c'è sempre Lui che ci prende la mano e ci guida.

Al termine dell’Adorazione Eucaristica, il parroco, ha voluto ringraziare la nostra comunità per la presenza e ha esortato i giovani presenti a non avere paura della vocazione, perché seguendo Cristo, nonostante le quotidiane difficoltà, non si perde nulla ma solo si guadagna. 

Ringraziamo il parroco don Bruno e il vicario parrocchiale don Gianni per il momento intenso di preghiera vissuto insieme alle loro comunità ai piedi di Gesù sacramentato e della Vergine Immacolata, e invitamo tutti a pregare per le vocazioni e per il Seminario, grembo dove vengono formati i futuri presbiteri della nostra Chiesa netina.

Christopher Fava

giovedì 1 dicembre 2016

IOANNES, per dare testimonianza alla LUCE



La comunità del Seminario Vescovile di Noto è lieto di presentare ai parenti, benefattori e "amici del Seminario" un incontro di preghiera e musica sacra nella Basilica del SS. Salvatore, cappella del Seminario, il prossimo 21 dicembre in preparazione del Santo Natale, dal titolo "IOANNES, per dare testimonianza alla LUCE".

martedì 29 novembre 2016

Veglia dei giovani di inizio avvento. Facelook: mostraci il Tuo volto e saremo salvi


Sabato 26 novembre 2016 in occasione della veglia di preghiera d'avvento per i giovani organizzata dall'équipe diocesana per la pastorale giovanile, il seminario ha visto la sua partecipazione in cattedrale, condividendo questo momento insieme ai giovani provenienti dalle parrocchie e dei gruppi della nostra diocesi. La veglia ha avuto un ospite per noi seminaristi molto conosciuto, don Luca Saraceno, prete della diocesi di Siracusa nonché docente di Filosofia dello Studio Teologico "San Paolo" di Catania. La riflessione affrontata da don Luca Saraceno si inseriva al tema scelto e che ha tracciato il percorso della veglia: il volto dell'uomo e il volto di Dio.

Nel video che viene proiettato si osserva una conversazione avvenuta in facebook tra una ragazza, Diletta, e un “ragazzo” Teo (che è Dio) che cerca in tutti i modi di farsi conoscere.
Saraceno nella sua riflessione ha mostrato il fatto di come Diletta cerchi un volto, come hanno fatto i discepoli, come facciamo pure noi. Essere discepoli di Gesù significa essere cercatore di volti. Infatti noi cerchiamo un volto che ci possa restituire l'immagine che non vediamo. Anche noi infatti cerchiamo un volto. Quando noi ricordiamo i nostri cari, ricordiamo i loro volti. Il volto ci rappresenta, il volto dice chi siamo. Sono gli altri a guardare il nostro volto, infatti nessuno di noi può guardare il proprio volto. La parola volto deriva dal termine “visto”, io sono visto: è proprio qualcuno, gli altri, che vedono il nostro volto.

La parola face significa volto, faccia, viso; ma anche apparenza, maschera: la stessa parola può significare sia faccia e sia facciata. A proposito di maschere, Pirandello scriveva “imparerai a tue spese che lungo il tuo cammino incontrerai ogni giorno milioni di maschere e pochissimi volti”.
Noi dobbiamo imparare se essere una faccia o una facciata.
Nel volto abbiamo la sede dei nostri sensi: infatti il volto è lo spazio che parla, che gusta, che veVde, che sente; il volto è il luogo più esposto del nostro corpo. È uno spazio assolutamente unico, originale, perché nessun volto si ripete. È la sede dei sentimenti, infatti è il luogo più visibile. 

Dio non fa vedere il suo volto, ma molti santi e profeti hanno desiderato vedere il volto di Dio: Mosè chiede a Dio “mostrami il tuo volto” e nei salmi è scritto “io cerco il tuo volto, quando ti vedrò?” Con Gesù il volto di Dio è visibile, e i discepoli che sono stati chiamati, hanno visto quel volto che li ha chiamati. Il volto di Gesù è un volto co-in-volto, un volto che si lascia coinvolgere. E questo volto cambia tutto, cambia la vita di ognuno; perché il volto di Gesù è un volto ri-volto, rivolto verso noi, e questo ci mostra il volto di Dio. Gesù è il volto di Dio, è il volto della misericordia di Dio. Gesù è av-volto della misericordia di Dio. Chi tra noi non vorrebbe vedere il volto di Dio?

Il termine “volto di Dio” in Ebraico è espresso solo al plurale e in italiano si dovrebbe tradurre con “i volti di Dio”. Ciò può essere molto significativo: Dio ha tanti volti, e uno di questi tanti volti di Dio siamo noi. Il volto di Gesù è credibile, affidabile e merita fede e fiducia da parte di tutti noi. Teniamo fisso lo sguardo su Gesù, è un volto da guardare, da ascoltare, da mangiare.
Il giorno di Natale Ascolteremo questo bellissimo brano di san Paolo: Il volto di Gesù è l’unico volto che narra Dio. Dio nessuno lo ha mai visto, lui, Gesù, il volto di Dio, lo ha raccontato. 

Buon inizio di Avvento a ciascuno di voi.

Rocco Zuppardo

Eletti due nuovi diaconi per la Chiesa di Noto

Andrea a sinistra e Pietro a destra


Lo ha annunciato con gioia il Vescovo di Noto, Mons. Antonio Staglianò, al termine della celebrazione di chiusura della visita pastorale nel vicariato di Modica, sabato scorso: “presto la nostra cara amata diocesi netina si arricchirà di due nuovi diaconi”.

Si tratta di Andrea Pitrolo e di Pietro Zisa, alunni del nostro seminario e attualmente in servizio pastorale; il primo presso la segreteria vescovile, l’altro nella comunità di parrocchie S. Maria delle Grazie – SS. Salvatore – S. Anna in Modica.

Andrea sarà ordinato diacono sabato 14 gennaio alle ore 17.00 nella Chiesa SS. Salvatore di Scicli (Jungi) mentre Pietro, domenica 15 gennaio alle ore 17.00 nella Chiesa Madonna del Carmine di Scicli.

La comunità del nostro seminario unita alla comunità diocesana tutta rende lode e grazie al Signore per il dono delle vocazioni e accompagna con fervente preghiera i due eletti verso l’ordinazione diaconale in vista della futura ordinazione sacerdotale.

Marco Rabito

mercoledì 23 novembre 2016

Seminario in festa per le piccole suore della presentazione di Maria

Serata di festa e di comunione lunedì sera, 21 novembre, in seminario. L'evento che ha visto riuniti i seminaristi e i loro genitori, i superiori, le suore e un gruppo di amici attorno alla mensa eucaristica prima e alla cena fraterna dopo, è stata la memoria liturgica della presentazione della B.V.Maria. Un giorno dunque importante per la congregazione delle piccole suore della presentazione di Maria che da quest'anno condividono il loro carisma al servizio della nostra comunità. 
Una serata per dire grazie al Signore per il dono e per la costante presenza delle suore, per il loro affetto già manifestato al nostro seminario e per il loro spendersi gratuitamente ogni giorno, a testimonianza del vangelo di Cristo, nella missione che sono chiamate a compiere.

Nella celebrazione eucaristica che il rettore ha presieduto nella basilica SS. Salvatore, alla presenza del vice rettore Don Manlio e del direttore spirituale Don Stefano, le suore hanno animato il canto liturgico nel loro stile e con i loro strumenti tipicamente africani. 
"La presenza delle piccole suore della presentazione di Maria al tempio nel nostro seminario diventa una ulteriore occasione per soffermarci ancor di più sulla missione di Maria nel cammino del nostro discernimento vocazionale. La loro presenza in seminario non è solo una presenza di servizio - ha detto Don Luigi - ma una presenza materna che integra, se vogliamo, l'equipe formativa; ed è per questo che vogliamo esprimere tutta la nostra gratitudine a loro e al Signore".

E continuando - "il sacerdote sa di non appartenersi più ma di essere come Gesù nell'Eucarestia, pane spezzato, mangiato e per il nutrimento del popolo di Dio. E più un sacerdote è come Gesù, annunciando il regno e manifestando l'amore del Padre, più sarà un uomo pienamente realizzato, fedele alla sua chiamata e felice di essere se stesso".

Importante anche la presenza dei genitori in questo momento di festa, invitati ed esortati, come fanno ogni giorno, a pregare per la santificazione dei sacerdoti e dei propri figli, perchè la grazia di Dio possa trovare un cuore pronto e disponibile.
Un genitore vive per i figli, il genitore dà sempre la precedenza al figlio; è questo che viene chiesto anche a un sacerdote e ad una consacrata. 
Per un papà e per una mamma "sacrificarsi" per i figli è il più bel sacrificio che come primi educatori possano mettere in atto. E, vedere poi, anche il frutto del loro impegno, del loro sacrificio e della loro serietà è una delle più grandi gioie che si possano sperimentare. E ciò che accade per i genitori accade anche nell'altro versante: la più grande gioia di un sacerdote, di una consacrata, è di spendersi consumandosi per i figli che il Signore dona.

Questi eventi di grazia aumentano sempre più la consapevolezza che c'è un corpo che prega per noi seminaristi e sacerdoti: ci sono le suore, ci sono i benefattori, ci sono prima di tutto le famiglie. L'esortazione è quella di continuare a pregare sempre con energia per i figli che il Signore ha chiamato alla missione nella Sua Chiesa. E sicuramente quella di lunedì sera è stata una preghiera che si è intrecciata tra le diverse realtà, una preghiera reciproca, una preghiera di lode e ringraziamento a Dio per le grandezze che continua ad operare nella nostra bella comunità.

Il figlio Gesù e Maria, Madre delle vocazioni, possano aiutarci a vivere in modo coerente e gioioso la nostra risposta al Signore.
Auguri ancora a tutta la comunità delle piccole suore della presentazione di Maria.

Marco Rabito